CRITERI REDAZIONALI

«ARCHIVIO PER IL VOCABOLARIO STORICO ITALIANO»

CRITERI REDAZIONALI
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Formato elettronico: File Word.

Impaginazione: Tutti i margini 4 cm; testo su colonna unica; interlinea singola.

Carattere: Times New Roman.

Corpo: 10 (le fonti degli esempi nei lemmi; le sezioni «Osservazioni» e «Bibliografia» in calce ai lemmi; le note a piè di pagina; le citazioni di brani fuori testo, in apposito capoverso, nella sezione «7. Saggi e note») e 12 (tutto il resto).

Sillabazione automatica: Da non inserire (sarà inserita dalla redazione nella fase finale del lavoro).

Trattino, uso del: Da utilizzare solo il trattino lungo («–»), e non il trattino breve («-») (che sarà utilizzato unicamente per gli accapi (anche nel caso degli indirizzi Internet: il lettore, qualora volesse copiare gli indirizzi per consultarli in Rete, avrà l’accortezza di eliminare i trattini brevi degli accapi e di trasformare ogni trattino lungo in trattino breve). Le cifre separate dal trattino (anni, numeri di pagina, ecc.) non devono mai essere abbreviate.

Redazione dei lemmi (solo sezioni 1–5):

Marche metalessicografiche: Uno o più dei seguenti simboli (da inserire in ordine alfabetico, e nel caso di lettere uguali dando la precedenza alla lettera maiuscola), separati da uno spazio (nel caso di lemmi con più accezioni, se necessario possono essere anteposti simboli alle singole accezioni):

(E) = aggiunta di dati linguistici corrispondenti ad esempi d’autore (prescindendo da eventuali retrodatazioni);

(e) = aggiunta di dati linguistici diversi dagli esempi d’autore (definizione, etimologia, ecc.);

(N) = nuovo lemma (mono o polirematico): assente in GDLI, GRADIT, neologismari e Z–aaaa;

(n) = nuova singola accezione di lemma (mono o polirematico): assente in GDLI, GRADIT, neologismari e Z–aaaa;

(R) = aggiunta di un esempio d’autore che comporti la retrodatazione della prima attestazione in assoluto;

(r) = aggiunta di un esempio d’autore che comporti la retrodatazione della prima attestazione di una singola accezione;

(S) = storicizzazione di un lemma (mono o polirematico) assente in GDLI ma registrato in GRADIT e/o neologismari e/o Z–aaaa;

(s) = storicizzazione di una singola accezione di lemma (mono o polirematico) assente in GDLI ma registrata in GRADIT e/o neologismari e/o Z–aaaa.

Esponente: [non a capo rispetto al precedente elemento del lemma] In neretto; non seguito da virgola; con lettera iniziale (di norma) in minuscola (e non in maiuscola come in GDLI); con accento grafico solo sulle parole in cui è previsto dall’ortografia (non, dunque sulle parole sdrucciole, salvo casi eccezionali, comunque sempre segnalati). Nella sezione relativa alla storicizzazione dei dati presenti nel GRADIT e non nel GDLI, gli esponenti che vengano citati in forma diversa rispetto al GRADIT (per le ragioni che l’autore riterrà opportune) dovranno avere un lemma di rimando al luogo alfabetico corrispondente alla forma originaria del GRADIT. Se all’interno di un contributo relativo a più lemmi un autore si occupa di un lemma già trattato in un precedente volume dell’AVSI, inserirà una voce di rimando (contenente tutti gli estremi), eventualmente aggiungendo nuovi dati.

Varianti: [non a capo rispetto al precedente elemento del lemma] In corsivo; tra parentesi tonde (che vanno però in tondo); separate da virgola (se la variante riguarda la sola iniziale, si possono usare formule quali «talvolta / specialmente / ecc. con l’iniziale maiuscola»);

Trascrizione fonematica: Da non inserire (per indicazioni sulla pronuncia il lettore potrà ricorrere a prontuari di pronuncia e lessici dell’uso).

Categoria grammaticale: [non a capo rispetto al precedente elemento del lemma] Per le abbreviazioni, cfr. la lista riportata sotto (in particolare, si osservino «sost. f.» o «sost. m.», e non «sf» o «sm» come nel GDLI); quando le categorie grammaticali sono più d’una, da unire tramite la cong. «e». Se l’appartenenza a una categoria grammaticale è secondaria, lo si può indicare tra parentesi.

Plurale (nel caso dei sostantivi): [non a capo rispetto al precedente elemento del lemma] Nel caso di plurali variabili non occorrono indicazioni; se il plurale è invece invariabile l’indicazione «inv.» seguirà la categoria grammaticale. Rilievi relativi a plurali alternativi saranno posti tra parentesi dopo la categoria grammaticale («lenzuolo […] sost. m. (pl. anche f. lenzuola; pl. ant. lenzuoi)»; «corpus [‘raccolta completa e ordinata di scritti’ …] sost. m. (pl. corpora o inv.)»; «nacho […] sost. m. inv. (pl. anche nachos)».

Ambiti settoriali: [non a capo rispetto al precedente elemento del lemma] In tondo; con lettera iniziale maiuscola (per l’elenco delle abbreviazioni, cfr. sotto, Abbreviazioni e sigle);

Definizione/–i: [non a capo rispetto al precedente elemento del lemma] Se più d’una, separate da punto e virgola;

Esempio/–i d’autore: [a capo rispetto al precedente elemento del lemma] Anno di attestazione dell’esempio (in neretto, eventualmente preceduto da «av.» o «ca.» o seguito da «(<)» o «(?)», sempre in neretto); poi fonte dell’esempio. Se la fonte è un libro si indicano: Nome [per esteso se noto, altrimenti iniziale puntata] Cognome [nel caso di più autori, separare con un trattino lungo non preceduto né seguito da spazio], Titolo, Luogo di pubblicazione, Editore, pagina. Se la fonte è un contributo in rivista / opera collettanea si indicano: «In» + «Titolo rivista» (in tondo, tra virgolette a caporale) / Titolo opera collettanea (in corsivo), n. dell’annata (in numeri romani, e se disponibile) e anno (in numeri arabi; se preceduto dal n. dell’annata, l’anno va tra parentesi tonde) [solo per le riviste] / Luogo di pubblicazione [solo per le opere collettanee], eventuale curatore [solo per le opere collettanee], Editore [solo per le opere collettanee], anno di pubblicazione [solo per le opere collettanee], pagina (l’anno di pubblicazione viene sempre indicato, tanto per le riviste quanto per le opere collettanee, in quanto talvolta differisce dall’anno di attestazione). Se la fonte è un sito internet si indicano: Nome Cognome e/o Titolo [se noti e se ritenuti funzionali a un più agevole reperimento del contributo], «in» + sito internet (in corsivo), data. Qualora non si siano reperiti tutti gli elementi utili per l’identificazione della fonte, occorrerà specificare da dove derivi la citazione (con eventuale specificazione degli elementi mancanti): Google Ricerca Libri [da indicare in calce alla fonte, in sigla e tra parentesi: «(GRL)»], ecc. I volumi delle riviste vanno indicati con numeri romani (ne consegue che non serve la dicitura «vol.»). Se si tratta di opera tradotta, si indicherà se possibile il traduttore. Per gli esempi tratti dalla stampa periodica i mesi si citeranno per esteso. Gli esempi vanno separati tra loro con 5 spazi bianchi. Quando le attestaz. hanno natura puramente funzionale (per es. servono solo a indicare, sulla base dei lessici di riferimento, la prima attestaz. ad oggi nota o un arco di secoli in cui il lemma è attestato), dopo la data può essere citato il solo lessico di riferimento senza bisogno di riportare anche l’esempio.

Nota etimologica: [a capo rispetto al precedente elemento del lemma] Preceduta dal segno «=»; con traslitterazione per le lingue straniere (per il greco gli accenti sono sempre acuti, anche nei sintagmi; lo spirito aspro è indicato con h–; la ipsilon è resa con con y; eta e omega sono rese con ē ed ō, e se accentate con ḗed ); con uniformità redazionale almeno nei seguenti casi: «Deriv. di xxx e yyy» (per i derivati); «Comp. di xxx e yyy [o altra formula], sul modello dell’inglese [o altra lingua] zzz» (per i calchi da lingue straniere); «Voce / Loc. / ecc. ingl. [o altra lingua]” (per i forestierismi non adattati); «Dall’ingl. [o altra lingua] xxx» (per i forestierismi adattati). Per indicare il grado di probabilità delle ipotesi etimologiche si potranno usare avverbi quali «Forse», «Prob.», ecc.

Osservazioni (sezione da inserire solo nei particolari casi che lo richiedano): [a capo rispetto al precedente elemento del lemma] Introdotte nel seguente modo: «Osservazioni: ».

Bibliografia (sezione da inserire solo nei particolari casi che lo richiedano): [a capo rispetto al precedente elemento del lemma] Introdotta nel seguente modo: «Bibliografia: »; stessi criteri bibliografici adoperati per le fonti dei lemmi.

Redazione titoli: La gerarchia dei livelli di sezioni e sottosezioni è la seguente: «1. Titolo» // «1. 1. Titolo» // «1. 1. 1. Titolo» e così via (in tondo, dunque, solo il livello più alto).

Abbreviazioni e sigle: Le sigle e le abbreviazioni utilizzate per i riferimenti bibliografici sono quelle riportate nel Supplemento bibliografico 2012 al Lessico etimologico italiano (Wiesbaden, Reichert, 2012; scaricabile dal sito <http://www.uni–saarland.de/fileadmin/user_upload/Professoren/fr42_ProfSchweickard/user_upload/Gemeinsame_Dokumente/SupplementoBibliografico2012.pdf>), salvo le seguenti differenze o aggiunte:

ACNP = ACNP – Catalogo Italiano dei Periodici (Università di Bologna – CNR) consultabile tramite ricerca avanzata nel sito < https://acnpsearch.unibo.it/advancedsearch>;

BibIt = Biblioteca Italiana, biblioteca digitale con più di 1600 opere curata dagli italianisti dell’università di Roma La Sapienza, consultabile nel sito <http://www.bibliotecaitaliana.it/>;

BIGLlI = Bibliografia Generale della Lingua e della Letteratura Italiana (Salerno Editrice), consultabile nel sito <http://www.bigli.it/public/index/index>;

BIZ = Biblioteca Italiana Zanichelli, testi a cura di Pasquale Stoppelli, Bologna, Zanichelli, 2010;

DELI2 = Manlio Cortelazzo–Paolo Zolli, DELI – Dizionario etimologico della lingua italiana, seconda edizione in volume unico a cura di Manlio Cortelazzo e Michele A. Cortelazzo, Bologna, Zanichelli, 1999;

DiVo = Corpus del Dizionario dei Volgarizzamenti, consultabile tramite vari tipi di ricerca testuale nel sito <http://divoweb.ovi.cnr.it/(S(msqdt4qr5aruet45g1f4l345))/CatForm02.aspx>;

DO–aaaa = Giacomo Devoto–Gian Carlo Oli–Luca Serianni–Maurizio Trifone, Nuovo Devoto–Oli. Il vocabolario dell’italiano contemporaneo, [Milano], Le Monnier, anno di stampa aaaa;

EVLI = Alberto Nocentini, L’Etimologico. Vocabolario della lingua italiana, con la collaborazione di Alessandro Parenti, Milano, Le Monnier, 2010;

Garollo1 = Piccola enciclopedia Hoepli, diretta da G. Garollo, 2 voll., Milano, Hoepli, 1892–1895;

GDLI = Grande dizionario della lingua italiana, Torino, Utet, 1961–2002 (sigla di uso comune, adottata tra l’altro nel Lexikon der romanistischen Linguistik, vol. 4, Tübingen, Niemeyer, 1988, p. VIII);

GDLI–aaaa = supplemento al GDLI, anno di stampa aaaa (2004 o 2008);

GDLI–Indice = Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia. Indice degli autori citati nei volumi I–XXI e nel Supplemento 2004, a cura di Giovanni Ronco, Torino, Utet, 2004;

GRL = Google Ricerca Libri, consultabile tramite ricerca avanzata nel sito <https://books.google.com/advanced_book_search?hl=IT>;

JSTOR = corpus di pubblicazioni periodiche di ambito accademico, interrogabile tramite ricerche testuali nel sito <www.jstor.org>;

LTL = Aegidius [= Egidio] Forcellini, Lexicon totius Latinitatis, Patavii, Typis Seminarii, 1940;

OED = Oxford English Dictionary, consultabile nel sito <http://www.oed.com/>;

OVI = Corpus OVI dell’Italiano antico, consultabile tramite vari tipi di ricerca testuale nel sito <http://gattoweb.ovi.cnr.it/(S(r5qzirrexkl2so20nyfoxnq4))/CatForm01.aspx>;

SBN = Opac SBN, catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale consultabile tramite ricerca avanzata nel sito <http://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/avanzata.jsp>;

TLIO = Tesoro della lingua italiana delle origini, consultabile tramite vari tipi di ricerca nel sito <http://tlio.ovi.cnr.it/>;

Z–aaaa = Lo Zingarelli. Vocabolario della lingua italiana, Bologna, Zanichelli, anno di stampa aaaa (diverso da quello indicato in copertina).

Le abbreviazioni generali usate si rifanno, salvo qualche differenza o integrazione, a quelle riportate alle pp. 1–2 del Supplemento bibliografico 2012 al Lessico etimologico italiano (Wiesbaden, Reichert, 2012; scaricabile dal sito cit.; forme valevoli, se non diversamente specificato, anche per i corrispettivi plurali e, in caso di aggettivi, per i corrispettivi femminili): a. = anno; abbrev. = abbreviazione, abbreviato; accez. = accezione; accorc. = accorciamento, accorciato; accr. = accrescitivo; accus. = accusativo; agg. = aggettivo, aggettivale; ant. = antico; app. = appendice; arc. = arcaico; art. = articolo; assol. = assoluto; attestaz. = attestazione; aus. = ausiliare; avv. = avverbio, avverbiale; ca. = circa; centr. = centrale; cfr. = confer, confronta; cit. = citato, citazione; col. = colonna; comp. = composto; compar. = comparativo; compon. = componimento; conf. = confisso; cong. = congiunzione; congiunt. = congiuntivo; cp. = complemento; crit. = critico; deriv. = derivato; det. = determinato; dial. = dialetto, dialettale; dimin. = diminutivo; dispr. = dispregiativo; disus. = disusato; diz. = dizionario; Ead. = Eadem; ecc. = eccetera; ed. = edito, editore, edizione; es. = esempio; estens. = estensione, estensivo; etim. = etimologia, etimologico; f. = femminile; famil. = familiare; fasc. = fascicolo; fig. = figurato; gen. = genere; gerg. = gergo, gergale; gramm. = grammatica, grammaticale; ib. = ibidem; id./Id. = idem/Idem; imp. = imperativo; impers. = impersonale; indef. = indefinito; indet. = indeterminato; indic. = indicativo; inf. = infinito, infinitivo; inter. = interiezione, interiettivo; interrog. = interrogativo; intr. = intransitivo; inv. = invariabile, invariato; l. = luogo (di pubblicazione); loc. = locuzione; m. = maschile; mediev. = medievale; merid. = meridionale; mod. = moderno; ms. = manoscritto; n. = numero (pl. nn.); neol. = neologismo; nom. = nominativo; nota = nota (per esteso); NS = nuova serie; num. = numerato; onomat. = onomatopea, onomatopeico; op. cit. = opera citata; p. = pagina (non «pag.»; pl. pp.); part. = participio, participiale; pass. = passato; pass. rem. = passato remoto; perf. = perfetto; pers. = persona, personale; p. es. = per esempio; pl. = plurale; pop. = popolare; poss. = possessivo; pref. = prefisso; prep. = preposizione; pres. = presente; prob. = probabilmente; pron. = pronome, pronominale; propr. = propriamente; pubbl. = pubblicato; r = recto (nei manoscritti); rar. = raramente; reg. = regionale; rifl. = riflessivo; s. = senza; S. = serie; scherz. = scherzoso; scient. = scientifico; scil. = scilicet; sec. = secolo; seg. = seguente (pl. segg.); sett. = settentrionale; sez. = sezione; sign. = significato; sim. = simile; sin. = sinonimo; sing. = singolare; sost. = sostantivale, sostantivato, sostantivo; spec. = specialmente; spreg. = spregiativo; suff. = suffisso; superl. = superlativo; suppl. = supplemento; s.v. = sub voce; topon. = toponimo; tr. = transitivo; trad. = traduzione; v = verso in riferimento a manoscritti; v. = verbo, verso in riferimento a testi poetici (pl. vv.); var. = variante; vedi = vedi (per esteso); verb. = verbale; vezz. = vezzeggiativo; voc. = vocabolario, vocabolo; vol. = volume; volg. = volgare, volgarizzamento.

Le abbreviazioni usate in relazione alle lingue sono: ar. = arabo; cin. = cinese; fr. = francese; giap. = giapponese; gr. = greco; ingl. = inglese; ingl. am. = inglese d’America; it. = italiano; lat. = latino; port. = portoghese; rus. = russo; sp. = spagnolo; sp. am. = spagnolo d’America; ted. = tedesco.

I simboli utilizzati all’interno dei lemmi sono: * = forma ricostruita, non testimoniata; < = deriva da; > = si sviluppa in; = rinvio; (<) = nelle date degli esempi, forse retrodatabile sulla base di ed. precedenti non risultate accessibili; (?) = posposto alla data di un esempio, indica che la datazione o l’attestazione nel suo complesso sono incerte; | = inizio p. successiva; [ ] = quando racchiudono un esempio, indicano che non è servibile ma risulta utile per comprendere la storia della voce (secondo un uso introdotto nella lessicografia storica dall’OED).

Le abbreviazioni degli ambiti settoriali sono quelle riportate alle pp. XI–XII del GDLI–2008 (fatte salve l’aggiunta di «Sport.» e l’omissione di «Giurid.[ico]», «Glott.[ologia]», «Ortogr.[afia]», «Pugil.[ato]», «Semant.[ica]»; «Tecn.[ica]»): Acust. = Acustica; Aeron. = Aeronautica; Agric. = Agricoltura; Agrim. = Agrimensura; Alpin. = Alpinismo; Ammin. = Amministrativo (linguaggio); Anat. = Anatomia; Antropol. = Antropologia; Arald. = Araldica; Archeol. = Archeologia; Archit. = Architettura; Arte. = Arte (storia dell’); Astrofis. = Astrofisica; Astrol. = Astrologia; Astron. = Astronomia; Astronaut. = Astronautica; Autom. = Automobilismo; Balist. = Balistica; Banc. = Bancario (linguaggio); Bibl. = Biblico (linguaggio); Bibliogr. = Bibliografia; Bibliotec. = Biblioteconomia; Biochim. = Biochimica; Biol. = Biologia; Bot. = Botanica; Burocr. = Burocrazia; Chim. = Chimica; Chirurg. = Chirurgia; Cibern. = Cibernetica; Cinem. = Cinematografia; Citol. = Citologia; Commerc. = Commerciale (linguaggio); Conc. = Conceria; Contab. = Contabilità; Costr. = Costruzioni (scienza delle); Cristall. = Cristallografia; Cronol. = Cronologia; Culin. = Culinaria; Demogr. = Demografia; Dialettol. = Dialettologia; Diplom. = Diplomazia; Dir. amm. = Diritto amministrativo; Dir. canon. = Diritto canonico; Dir. civ. = Diritto civile; Dir. comm. = Diritto commerciale; Dir. cost. = Diritto costituzionale; Dir. fall. = Diritto fallimentare; Dir. internaz. = Diritto internazionale; Dir. lav. = Diritto del lavoro e sindacale; Dir. navig. = Diritto della navigazione; Dir. pen. = Diritto penale; Dir. priv. = Diritto privato; Dir. proc. civ. = Diritto processuale civile; Dir. proc. pen. = Diritto processuale penale; Dir. pubbl. = Diritto pubblico; Dir. rom. = Diritto romano; Dir. trib. = Diritto tributario; Eccles. = Ecclesiastico (linguaggio); Ecol. = Ecologia; Econ. = Economia; Edil. = Edilizia; Edit. = Editoria; Elettr. = Elettricità; Elettron. = Elettronica; Elettrotecn. = Elettrotecnica; Elmint. = Elmintologia; Embriol. =Embriologia; Enigm. = Enigmistica; Enol. = Enologia; Entom. = Entomologia; Epigr. = Epigrafia; Equit. = Equitazione; Estet. = Estetica; Etnogr. = Etnografia; Etnol. = Etnologia; Etol. = Etologia; Falegn. = Falegnameria; Farmac. = Farmacologia; Ferrov. = Ferroviario (linguaggio); Filat. = Filatelia; Filol. = Filologia; Filos. = Filosofia; Finanz. = Finanze (scienza delle); Fis. = Fisica; Fisiol. = Fisiologia; Fond. = Fonderia; Fonet. = Fonetica; Fotrogr. = Fotografia; Gastron. = Gastronomia; Genet. = Genetica; Geofis. = Geofisica; Geogr. = Geografia; Geol. = Geologia; Geom. = Geometria; Gioc. = Giochi; Giornal. = Giornalismo; Graf. = Grafica; Gramm. = Grammatica; Idraul. = Idraulica; Industr. = Industria; Inform. = Informatica; Ipp. = Ippica; Istol. = Istologia; Ittiol. = Ittiologia; Ling. = Linguistica; Liturg. = Liturgia; Log. = Logica; Log. matem. = Logica matematica; Marin. = Marina; Matem. = Matematica; Meccan. = Meccanica; Medic. = Medicina; Medic. leg. = Medicina legale; Merceol. = Merceologia; Metall. = Metallurgia; Meteor. = Meteorologia; Metr. = Metrica; Metrol. = Metrologia; Microbiol. = Microbiologia; Milit. = Militare (linguaggio); Mineral. = Mineralogia; Mitol. = Mitologia; Mus. = Musica; Numism. = Numismatica; Odont. = Odontoiatria; Oref. = Oreficeria; Ornit. = Ornitologia; Ott. = Ottica; Paleogr. = Paleografia; Paleont. = Paleontologia; Paletn. = Paletnologia; Patol. = Patologia; Pedag. = Pedagogia; Petrogr. = Petrografia; Pitt. = Pittura; Polit. = Politica; Psicanal. = Psicanalisi; Psicol. = Psicologia; Radioastron. = Radioastronomia; Radiol. = Radiologia; Radiotecn. = Radiotecnica; Relig. = Religione; Retor. = Retorica; Scolast. = Scolastico (linguaggio); Scult. = Scultura; Sociol. = Sociologia; <Sport. = Sportivo (linguaggio)>; Statist. = Statistica; Stor. = Storico (linguaggio); Stor. dir. = Storia del diritto; Stor. relig. = Storia della religione; Teatr. = Teatro; Tecnol. = Tecnologia; Telecom. = Telecomunicazioni; Telef. = Telefonia; Teol. = Teologia; Tess. = Tessitura; Tint. = Tintoria; Tipogr. = Tipografia; Topol. = Topologia; Topogr. = Topografia; Toponom. = Toponomastica; Trasp. = Trasporti; Urban. = Urbanistica; Venat. = Venatorio (linguaggio); Veter. = Veterinaria; Vulcanol. = Vulcanologia; Zool. = Zoologia; Zootecn. = Zootecnia.

Al più volte cit. Supplemento bibliografico 2012 al Lessico etimologico italiano (pp. 4–31) si potrà ricorrere anche per stabilire quali abbreviazioni usare in relazione ai dialetti italiani antichi e moderni, qualora un contributo ne richieda l’uso (che andrà, comunque, esplicitato in una nota a inizio articolo, come in tutti i casi che richiedano un uso particolare).

Un esempio di lemma (con commento illustrativo): Si propone qui di seguito un lemma con un commento a seguire (che mostri il retroscena teorico dietro la stesura).

(e) (R) (S) wakame sost. m. e f. inv. Bot. Alga appartenente alla classe delle Feoficee (o alghe brune), famiglia delle Laminarie, originaria dei mari di Cina, Giappone e Corea ma attualmente diffusa anche in Europa, America e Oceania, usata come alimento e come base di cosmetici.

1979 Michio Kushi, Il libro del do–in. Tecniche ed esercizi per lo sviluppo fisico, mentale e spirituale, trad. it. di Stefania Bonarelli, Roma, Edd. Mediterranee, 1979, p. 33: Vengono impiegate come alimenti supplementari varie specie di vegetali marini: kombu, wakame, ararne, hiziki, nori, agar–agar, dulse, muschio irlandese e molti altri 1987 Michio Kushi, La nuova cucina macrobiotica, trad. it. di Franca Caspani e Antonella Pelloni, Roma, Edd. Mediterranee, 1987, p. 82: Tra le alghe marine, l’arame contiene 1.170 mg. di calcio, l’hijiki 1.400 mg., il kelp 1.093 mg. e la wakame 1.300 mg. 1989 Michio Kushi, Il nuovo libro della macrobiotica, trad. it. di Stefania Bonarelli, Roma, Edd. Mediterranee, 1989, p. 180: Nel 1972 ricercatori giapponesi resero noto che in esperimenti di laboratorio il wakame, un’alga che in Asia si consuma correntemente, ostacola l’assorbimento del colesterolo e quindi il suo accumulo nel fegato e nell’intestino 1994 GRADIT («in Internet») 2009 Aldo Bongiovanni, Prodotti naturali dalla A alla Z, Milano, Tecniche nuove, 2009, p. 7: L’alga wakame (Undaria pinnatifida) fa parte della famiglia delle Laminarie (o alghe brune), che comprende numerose specie tra cui la kombu, il nato e la dashi; viene solitamente raccolta nelle acque molto mosse. […] La wakame secca è molto simile alla kombu, si distingue solamente dopo la reidratazione: la wakame è caratterizzata da una nervatura centrale e da una colorazione verde scuro.

= Voce giap., letteralmente ‘tela giovane’.

Commento: Simbologia. Oltre a (S) e (R) è stato inserito (e) dal momento che si sono aggiunti dati linguistici. ~ Categoria grammaticale. In GRADIT viene dato come sost. f. inv., ma è attestato anche il m. ~ Definizione. Si è cercato di dare un maggior rigore scientifico rispetto al GRADIT («alga bruna (Undaria pinnatifida)»). Inoltre, si è tralasciata l’indicazione «spec. come ingrediente per zuppe e stufati» del GRADIT, ma si è aggiunto in compenso il fatto che oggi si usa anche in occidente (il che spiega perché il termine sia così diffuso in italiano). Si è infine aggiunto il riferimento agli usi cosmetici. ~ Esempi. In linea generale, il numero di esempi riportati deve essere rapportato alla quantità di informazioni aggiuntive fornite. In questo caso si è riportato il primo esempio di wakame in assoluto (da cui non si ricava il genere), il primo come f., il primo come m. e un’attestazione più recente in cui emergono informazioni interessanti sull’alga (nonostante la classificazione non del tutto esatta). ~ Etimologia. Rispetto al GRADIT si è aggiunto il significato letterale del termine in giapponese (nei limiti di quanto permesso dalle competenze relative a quella lingua).

Redazione degli articoli (sezioni 6–7): Sezioni 6 e 7. Per quanto attiene a criteri generali, citazioni bibliografiche, traslitterazione dalle lingue straniere, suddivisione degli articoli in paragrafi e sottoparagrafi, abbreviazioni e sigle, si fa riferimento ai dati riportati sopra in rapporto ai criteri redazionali generali e alla Redazione dei lemmi (sezioni 1–5), punti Esempio/–i d’autore, Nota etimologica, Redazione titoli, Abbreviazioni e sigle.

Sezione 7. Le citazioni di brani fuori testo (impaginati in paragrafi a sé in corpo 10) possono essere introdotte, qualora nel corso dell’articolo l’autore voglia fare riferimento in chiave a tali brani, da numeri tra parentesi quadre (in ordine progressivo). Non è prevista la bibliografia all’americana (citazioni bibliografiche riportate in forma compendiosa, con scioglimento in calce all’articolo): i titoli per cui non è prevista una specifica citazione in chiave in AVSI e nel cit. Supplemento bibliografico del LEI andranno citati in nota secondo le modalità di cui sopra in relazione ad Esempio/–i d’autore (solo se richiamati più volte nel corso dell’articolo si potranno prevedere citazioni in chiave ad hoc, con espressioni del tipo «(di qui innanzi = […])»).Qualora in un rimando bibliografico si voglia fare un riferimento specifico a una o più pagine all’interno di un contributo è previsto il modulo «pp. XXX–ZZZ, a p. YYY». È previsto l’inserimento di immagini, tabelle, ecc. con un’eventuale didascalia, secondo il modulo «Immagine 1. [Testo in tondo].». Il numero delle note a piè di pagina deve precedere i segni di interpunzione.

[Ultimo aggiornamento: 30/12/2020]

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